SOTAS (Volontari per il servizio sociale)

Se vuoi costruire una nave non chiamare la gente che procura il legno,che prepara gli attrezzi necessari, non distribuire compiti, non organizzare il lavoro. Prima invece sveglia negli uomini la nostalgia del mare lontano e sconfinato (A. de Saint-Exupéry)

ONG SOTAS (“Volontari per il servizio sociale“), è un‘organizzazione non profit che lavora nel campo sociale, dando particolare importanza all’aspetto educativo e al miglioramento della vita dei giovani, dei bambini in difficoltà e delle loro famiglie.

Indirizzo legale: Mildos g. 11-3, LT-10311, Vilnius, Lituania

Sede operativa: Kalvariju g. 159, LT-08313 Vilnius, Lituania

Telefono, fax: 00 370 52121453

E-mail: sotas.vilnius@sotas.org

Direttrice dell‘organizzazione: Paola Fertoli

Collaboratori e patner locali e internazionali:

– AVSI Network (rete che unisce più di 60 organizzazioni in tutto il mondo);

– UNICEF REGIONAL NETWORK FOR CHILDREN in Central and Eastern Europe, Commonwealth of Independent States and Baltic States (RNC);

– Konfederacija NVO vaikams (Confederazione delle ONG che lavorano per e con i bambini);

– Vilniaus arkivyskupijos socialinių katalikiškų iniciatyvų forumas (Forum delle iniziative sociali cattoliche della diocesi di Vilnius)

Numero di progetti in corso: 6

Numero di progetti realizzati: 22

SOTAS è un’organizzazione non governativa costituita a Vilnius in Lituania nell’aprile 2002 per iniziativa di alcune persone che, desiderando rispondere ai bisogni e alle urgenze emergenti in modo sempre più drammatico in particolare tra i giovani, hanno voluto dare una forma stabile al loro desiderio di aiuto a ragazzi e famiglie in difficoltà.

Lo scopo principale di SOTAS consiste infatti nella realizzazione di azioni e progetti che possano portare da un lato ad un miglioramento concreto della qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie, dall’altro alla promozione di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà sociale nel Paese.

A partire dal primo anno di costituzione SOTAS svolge progetti finanziati sia dai fondi europei sia dalle quelli nazionali che prevedono attivita’ socio-educative con i ragazzi, i bambini e le famiglie a rischio e attivita’ di inclusione sociale.

Alcuni dei progetti terminati

Nel 2002-2003 SOTAS insieme al partner italiano – AVSI – ha effettuato un progetto del programma ACCESS dell’UEIl reinserimento sociale dei minori residenti nelle strutture di accoglienza”. Le attività si sono svolte principalmente nell’Istituto per Minori n. 4 di Vilnius dove vivono 160 bambini. Nel quadro di questo progetto sono state organizzate anche 4 sessioni di formazione tenute da esperti AVSI a cui hanno partecipato circa 50 operatori sociali che lavorano nelle diverse strutture di accoglienza in Lituania.

Nel 2004-2005 SOTAS insieme ad AVSI ed altre associazione italiane accreditate per l’adozione internazionale (AMU e la Primogenita) ha realizzato il progetto “La prevenzione dell’abbandono minorile e il miglioramento dell’integrazione sociale dei bambini in difficoltà in Lituania”, finanziato dalla Commissione Italiana per l’Adozione Internazionale. Il progetto ha avuto come obiettivo di migliorare la qualità della vita dei minori residenti nelle strutture di accoglienza o in famiglie a rischio sociale, attraverso interventi atti a promuoverne la reintegrazione sociale nella propria comunità e Paese. Beneficiari dell’intervento sono stati dei minori, attualmente residenti in strutture di accoglienza e in famiglie a rischio, delle famiglie d’origine, delle famiglie affidatarie e adottive, operatori sociali. I seminari per gli operatori sociali che operano nei servizi comunali dello VTAT (il Comitato per la Difesa dei Diritti dei Bambini) e con gli operatori impegnati nelle strutture di accoglienza sono stati proposti e tenuti dagli enti autorizzati coinvolti nel progetto, in collaborazione con il Servizio di Adozione lituano e con gli operatori locali di SOTAS.

Nel 2003-2005 SOTAS ha realizzato alcuni progetti piccoli a favore dei bambini, dei giovani a rischio e delle famiglie finanziati dal Comune di Vilnius, del Ministero della Pubblica Istruzione della Lituania, del Consiglio per gli Affari dei Giovani (VJRT).

Dal 2005-2008 SOTAS ha partecipato come partner al progetto triennale “Una soluzione per te” del programma della UE EQUAL. Il progetto prevedeva l’inserimento lavorativo delle giovani donne in difficoltà nelle città di Vilnius e di Kaunas.

Nel 2006-2008 è stato promosso un progetto biennale di SOTAS finanziato dal Fondo Sociale Europeo per la formazione professionale e l’integrazione sociale delle donne. In tre anni si sono presentate circa 300 donne. SOTAS ha lavorato con 180 di loro. La percentuale delle donne che hanno trovato lavoro è di circa 60%. Questo progetto ha avuto dei risultati inaspettati e questo si è potuto riscontrare dal riconoscimento delle donne stesse e dagli enti che hanno valutato il progetto in modo positivo.

Nel 2009-2011 si è partecipato ad un progetto europeo (AIDCO) biennale Developing Alternatives to Institutionalization of Children and Youth in St. Petersburg, con una associazione di San Pietroburgo, in cui noi siamo patner per uno scambio riguardante i metodi di lavoro per i corsi di formazione per le famiglie adottive e affidatarie.

Attività in svolgimento

SOTAS continua le attività socio-educative con i ragazzi, i bambini e le famiglie a rischio e l’attività di formazione con le famiglie lituane adottive e affidatarie. Una grande parte degli utenti a cui sono rivolte le varie iniziative provengono dalla scuola superiore Saltinis”, dalla scuola speciale “Rasa”, da una casa di accoglienza di Paparciai nella regione di Kaisiadorys. Inoltre SOTAS ha potuto dare un sostegno di tipo materiale e educativo anche alla Casa Famiglia di Utena di Jurate e Eugenijus Keraminai. Dal 2007 è stato realizzato da SOTAS un Centro diurno per circa 25 bambini e alcune famiglie, inizialmente solo del quartiere Verkių di Vilnius, nel presente anche provenienti da altri quartieri. Questo tipo di progetto è importante in quanto i quartieri come quello menzionato sono spesso sprovvisti di strutture di sostegno sociale. SOTAS realizza inoltre alcuni progetti piccoli a favore dei bambini, dei giovani e delle famiglie del Centro diurno con i fondi del Comune di Vilnius.

Parte delle attività (gite, teatro, attività sportive, vacanze, sostegno allo studio, ecc.) vengono sostenute dal progetto di AVSI “Sostegno a distanza“ a cui al momento partecipano circa 100 bambini e ragazzi, la maggior parte dei quali vive nelle istituzioni di accoglienza sopra menzionate mentre altri di loro provengono da famiglie a rischio della città di Vilnius. Il sostegno a distanza è reso possibile grazie al contributo di alcune famiglie italiane che sostengono così, oltre alle attività educative, anche l’acquisto di capi di vestiario, medicinali, materiale didattico, ecc. Grazie al “Sostegno a distanza” si è potuto continuare il rapporto con alcuni ragazzi che sono usciti dall’Istituto n. 4 e accompagnargli, anche se minimamente e con piccole risorse, durante il passaggio ad una vita autonoma e ad un concreto inserimento sociale. SOTAS sta cercando i fondi per poter allargare quest’attività e per poter rispondere in modo più globale e più concreto ai bisogni di questi ragazzi che si trovano in difficoltà di integrazione sociale dopo essere usciti dagli Istituti. La preoccupazione maggiore a riguardo risulta esser l’orientamento professionale e l’inserimento lavorativo. A questo proposito è stato scritto e presentato un grosso progetto triennale all’agenzia lituana del Fondo Sociale Europeo. La risposta del progetto dovrebbe essere comunicata entro l’autunno. Inoltre si stanno cercando fondi nazionali ed internazionali, privati e non.

Dal 2004 SOTAS svolge un’attività che riguarda i corsi di formazione per le famiglie adottive e affidatarie. Nel 2008 SOTAS ha finalmente vinto il progetto per la formazione delle famiglie affidatarie e adottive, inserendosi nel progetto nazionale di formazione in partneriato con il Comitato per la Difesa dei Diritti dei Bambini del Comune di Vilnius (VTAT) che prevede l‘utilizzo del programma americano PRIDE, comprato dal Ministero degli Affari sociali. Il lavoro con le famiglie affidatarie e adottive ha avuto un risultato inaspettato, ha aperto una reale possibilità di lavoro nel contesto lituano ed è un esempio di collaborazione proficua tra servizi pubblici e realtà non profit. Sempre nel contesto delle famiglie adottive e affidatarie SOTAS organizza degli incontri regolari con le famiglie che hanno già preso in affido e adozione dei bambini, ma che sentono il bisogno di essere accompagnati ulteriormente nel loro cammino educativo.

SOTAS in Lituania dal 2004 è rappresentante ufficiale dell‘oganizzazione AVSI, ente ufficialmente riconosciuto per le Adozioni internazionali in Lituania. I bambini che sono stati affidati alle famiglie italiane sono ormai 145.

SOTAS dà molta importanza al partneriato e alla collaborazione con i servizi pubblici e le ONG, sia lituane sia straniere. L’organizzazione fa parte di AVSI Network, che unisce 28 ONG del mondo, della Confederazione lituana “ONG a favore dei bambini“, del (Forum delle iniziative sociali cattoliche della diocesi di Vilnius.

Il metodo di lavoro

1. Centralità della persona

Realizzare progetti di sviluppo avendo come punto centrale la persona significa anzitutto condividerne i bisogni, condividerne il senso della vita: senza di ciò la risposta al bisogno è un gesto di bontà autogratificante, o una strategia politica. Per questo motivo, l’aiuto materiale e socio-culturale è direttamente rivolto al bambino o al ragazzo o all’adulto, non genericamente inteso, ma considerato come realtà individuale, nel totale rispetto delle sue origini, delle relazioni familiari e comunitarie da lui già instaurate. Ridefinendo così il vero centro d’intervento dei nostri progetti, si valorizza il contesto globale della persona, operando sinergicamente con il contesto reale in cui vive al fine di migliorarne la crescita personale e l’integrazione sociale.

Il bambino infatti non è mai un essere isolato, è sempre inserito in un contesto famigliare, non di rado destrutturato, ma comunque ricco di presenze significative. Il lavoro di accoglienza, cura ed educazione del bambino spesso si riflette e agisce indirettamente anche sulla mamma e sulla famiglia, che risentono dell’esperienza di ordine, bellezza, affetto vissute dal bambino. Accanto a questo “effetto”, il lavoro con la famiglia si sviluppa attraverso visite domiciliari, attività di ascolto e dialogo, creando un rapporto che rafforza il contesto in cui cresce il bambino e restituisce alla madre e agli adulti il senso della dignità della persona. L’accoglienza in contesti caratterizzati da povertà rappresenta non solo una soluzione per bambini e casi difficili, ma si traduce in un’esperienza educativa per la comunità intera, che spinge nel tempo a ridare al nucleo famigliare un’identità precisa e quindi una solidità.

Il lavoro socioeducativo tende infine a rafforzare, intorno alla famiglia, una rete di rapporti con persone, istituzioni, servizi sociali e a migliorare l’accesso ad essi in modo che possano contribuire alla riduzione della vulnerabilità. La responsabilizzazione degli adulti e dei soggetti presenti accelera un processo di libera assunzione di iniziative che a sua volta genera sviluppo nella comunità.

2. Partire dal positivo

Ogni persona, ogni comunità, per quanto carente, rappresenta una ricchezza ed è portatrice di un suo patrimonio. Questo aspetto di metodo è di fondamentale importanza nel lavoro con i bambini che vivono negli istituti o in famiglie a rischio sociale. Nonostante la multiproblematicità di queste situazioni, si tende a valorizzare la storia personale di ogni bambino e le relazioni significative esistenti, cercando punti di appoggio positivi nella famiglia d’origine, nella parentela allargata e là dove questo non è possibile, in una famiglia di sostegno-affidataria o adottiva. Garantire al bambino una vita più protetta e dignitosa è una possibilità operativa essenziale, che può nascere da un approccio positivo alla realtà, facendo percepire alla persona il proprio valore e la propria dignità, aiutandola nel contempo allo sviluppo di una responsabilità personale. L‘esperienza ci ha mostrato che ogni aspetto di problematicità in verità è una possibilità per fare un passo in avanti. In un contesto problematico si cerca sempre quello che c‘è di positivo per poter ripartire.

3. Fare con

Un progetto “calato dall’alto” è violento perché non partecipato oppure inefficace in quanto solo assistenziale. Le attività dei progetti, destinate non soltanto al sostegno materiale, ma allo sviluppo e all’educazione del bambino e di adulti che si prendono cura di lui, sono attuate mediante il coinvolgimento dei soggetti beneficiari e costruiti sulla base dei passi maturati con loro. Nel rapporto educativo con i minori e con le famiglie, la presenza degli operatori sociali è fondamentale nel valorizzare ognuno, favorendo il coinvolgimento personale e la capacità di rielaborare creativamente e positivamente quanto proposto nelle attività. Nel lavoro con le famiglie d’origine e quelle affidatarie si presta attenzione nel valorizzare le risorse umane familiari, sostenendo ed accompagnando iniziative e decisioni liberamente intraprese.

4. Sussidiaretà

Il quarto aspetto dell’approccio metodologico sotteso ai nostri progetti si riferisce all’urgenza di  favorire e sviluppare le possibilità di aggregazione dei diversi corpi sociali in quanto il diritto di ogni persona alla libertà di associazione e di intrapresa, anche economica, si rivela, nell’esperienza, una potente forza di cambiamento. Un progetto è sociale non perché “lavora con i poveri”; un progetto è sociale perché mobilita una realtà presente secondo le sue dimensioni integrali di sviluppo: persona, famiglia, comunità. Questo è, quanto nella nostra esperienza viene definito con il termine “capacity building” ed è in tale ottica di incremento del tessuto sociale che si devono intendere le attività realizzate per il rinforzo e la valorizzazione delle competenze professionali e organizzative delle associazioni locali.

5. Partnership

La partnership, corollario diretto dell’applicazione dei principi di sussidiarietà, è la necessità di partire da un soggetto sociale già esistente per raggiungere e coinvolgere in un lavoro comune amministrazioni locali, forze sociali e istituzioni internazionali; tale cooperazione, sempre nel rispetto dei singoli ruoli e competenze, si prefigge di rispondere a  bisogni ed obiettivi concreti. Attraverso il ruolo dei partners e degli altri soggetti coinvolti nei progetti (come ONG e istituzioni pubbliche) diventa possibile realizzare una proficua collaborazione tale da rispondere al meglio ai bisogni dei minori e delle loro famiglie.